TEMPESTA VAIA

VAIA è una forte tempesta che il 29 ottobre 2018 ha investito con raffiche di vento superiori ai 200 km/h ampie zone delle Alpi orientali, arrecando consistenti danni al patrimonio forestale del Veneto, del Trentino Alto-Adige e del Friuli Venezia-Giulia. Le stime riportano danni pari a 16 milioni di alberi rasi al suolo, 8,6 milioni di metri cubi di legno abbattuti in pochi minuti da raffiche di vento fino a 200 km/h e danni complessivi quantificati in una cifra vicina ai tre miliardi di euro.

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Copertura forestale distrutta dalla tempesta Vaia. Fonte GeoLab, Università di Firenze

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Dopo Vaia

“Sono un uomo dei boschi, dopo Vaia mi sono ritrovato a camminare tra le mie montagne e a incontrare ad ogni passo alberi divelti, radici scoperte…presto lo sconforto si è trasformato in ispirazione: volevo curare la ferita della natura trasformandola in un’opera d’arte che ne conservasse la memoria ma che desse 

anche un segno di speranza e rinascita”.

Tecnica

L’artista si specializza in una tecnica definita assemblage che, nella fattispecie, prevede la progettazione di un corpo di sostegno, generalmente in legno o metallo, che ricalca una sorta di “scheletro interno” del soggetto raffigurato, per poi passare a un’attenta e meticolosa fase di raccolta: radici, cortecce, rami; prettamente larice, faggio ed abete.

La successiva fase di assemblaggio esprime l’incontro tra la visione artistica di Martalar e le forme della natura che, in modo solidale, vanno a costituire la “pelle esterna” delle sue opere e si agganciano al corpo sottostante con l’applicazione di diverse centinaia di viti.

“Mi sentivo limitato dalle dimensioni del tronco, dal quale non potevo che togliere materiale senza la possibilità di proiettarmi nello spazio. Con questa nuova tecnica, invece di ‘togliere’ ho provato ad ‘aggiungere’. Mi piace l’idea di posizionare delle belle opere in posti altrettanto belli, per valorizzare entrambi gli aspetti a vicenda. Molte persone mi dicono che vedendo le mie opere dal vivo viene loro voglia di toccarle, di sentirle vive a loro volta”. 

Progetto in divenire

Dopo il grande esordio della prima opera: il “Leone alato”, esposto nel 2020 alla 77^ Mostra del Cinema di Venezia, le produzioni scultoriee di assemblaggio sono proseguite ed accolte con grandissimo entusiasmo in Italia e all’estero. Le SCULTURE VAIA sono entrate a far parte delle comunità: paladini delle vette, custodi delle radure, riflettono il valore della natura e demandano al nostro giudizio le conseguenze dei cambiamenti ambientali e culturali.

3D – Vaia

Come valore aggiunto di queste magnifiche sculture si è dato vita a un progetto di digitalizzazione finalizzato alla creazione di modelli tridimensionali fotogrammetrici.

Preservare il valore simbolico che le opere rappresentano in quanto materializzazione di un evento che ha segnato natura e uomo, scopo rafforzato dalla deperibilità del legno di cui sono composte che rende inevitabile, in un prossimo futuro, il loro decadimento.

in collaborazione con: Tredivivus

Digital Support
Tredivivus

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